Il grande filosofo annunciò la morte di Dio, più prosaicamente è venuto il momento di annunciare la morte del menu!
Quest’oppressore dei popoli è stato dato alle fiamme, a Catania, in via Umberto. Ecco perché 🙂
Qual è stata la colpa del menù? Essere l’ultimo baluardo dell’autoritarismo e ultima diga alla democrazia.
Si parla di quell’autoritarismo accademico fatta da chef e pizzaioli che, nato dalle migliori intenzioni, ha comportato una decisa limitazione del pluralismo nel settore food. Andavi al ristorante, andavi in pizzeria, ma eri veramente libero di decidere? Potevi dire la tua ? No, potevi solo scegliere tra opzioni già impiattate per te da altri: i piatti del menù, appunto.
“La stessa civiltà che dovrebbe renderci più indipendenti e più liberi, ci costringe a una schiavitù di atti e di pensieri di cui non ci rendiamo mai conto”.
(Luigi Capuana)
La limitazione della libertà può essere de iure o de facto, attuata in modo più o meno efficace, circoscritta a gruppi strettamente politici o estesa a gruppi di interesse, non creati né dipendenti dallo Stato, ma sempre di azione coercitiva si tratta!
Il sovvertimento del potere costituito e il rovesciamento del tiranno compito da “Conzatù” ha così concluso una stagione di lotte. Ora la pizza puoi farla come ti pare senza dover rendere conto a nessuno. Ti pare poco? Tutti i gusti che vuoi ad un unico prezzo. Scegli formato, condimenti, e realizzi la pizza fatta a tua immagine e somiglianza. E con il tuo nome per giunta!
Una vera rivoluzione che mira a un nuovo avvenire; la ribellione al menù comporterà la libertà di organizzarci da soli come vogliamo, e non riporre fulgide speranze nelle “organizzazioni” altre, nella competenza dei cosiddetti esperti, negli chef, nei pizzaioli, nell’ordine costituito … !!